Dati pubblicati a gennaio 2024
La rappresentazione grafica dei principali dati del settore dei dispositivi medici in Italia offre una panoramica trasversale. Il settore viene descritto attraverso diverse lenti di ingrandimento. Si va dai dati sulla produzione e spesa sanitaria, fino a caratteristiche specifiche delle imprese e dell’occupazione generata.
I dati sono raccolti ed elaborati da diverse fonti, con cadenza annuale, dal Centro studi di Confindustria Dispositivi Medici e poi fotografati in una serie tematica di 11 infografiche.
Il settore dei dispositivi medici in Italia genera un mercato che vale 18,3 miliardi di euro tra export e mercato interno e conta 4.641 aziende, che occupano 117.607 dipendenti. Si tratta di un tessuto industriale molto eterogeneo, altamente innovativo e specializzato, dove le piccole aziende convivono con i grandi gruppi.
In Italia la spesa sanitaria totale ammonta a 171,9 miliardi di euro, di cui il 76,3% è costituito da spesa sanitaria pubblica. La spesa pubblica in dispositivi medici e servizi ammonta a 9,6 miliardi di euro e rappresenta il 7,3% della spesa sanitaria pubblica.
In Italia la spesa pubblica pro capite in dispositivi medici è in media di 126 euro circa. Si registra una vasta eterogeneità tra regioni, tale per cui la regione con la spesa pro capite maggiore è caratterizzata da una spesa più che raddoppiata rispetto alla regione con la spesa pro capite minore.
Il quadro del commercio internazionale italiano vede la Cina lentamente perdere il ruolo da protagonista che aveva assunto negli scorsi anni. In particolare, le importazioni dalla Cina si sono ridotte del 20,6% nell’ultimo anno. Nonostante gli Stati Uniti siano ancora il principale paese di destinazione del nostro export, nel 2022 quest’ultimo si è ridotto del 5,4%. Nel complesso, il saldo della bilancia commerciale ha registrato un lieve miglioramento (+2,9%).
Il settore dei dispositivi medici è caratterizzato da un’occupazione altamente qualificata. Superiore alla media generale del Paese il numero di occupati donne, gli addetti alla ricerca e gli occupati in possesso di dottorato di ricerca. Forte la concentrazione degli occupati in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.