Dati pubblicati a Maggio 2026
La rappresentazione grafica dei principali dati del settore dei dispositivi medici in Italia offre una panoramica trasversale. Il settore viene descritto attraverso diverse lenti di ingrandimento. Si va dai dati sulla produzione e spesa sanitaria, fino a caratteristiche specifiche delle imprese e dell’occupazione generata.
I dati sono raccolti ed elaborati da diverse fonti, con cadenza annuale, dal Centro studi di Confindustria Dispositivi Medici e poi fotografati in una serie tematica di 11 infografiche.
Il settore dei dispositivi medici in Italia genera un mercato che vale circa 18,5 miliardi di euro tra export e mercato interno e conta 4.618 aziende, che occupano 133.627 dipendenti. Si tratta di un tessuto industriale molto eterogeneo, altamente innovativo e specializzato, dove le piccole aziende convivono con i grandi gruppi.
In Italia la spesa sanitaria totale ammonta a 185 miliardi di euro, di cui il 74,2% è costituito da spesa sanitaria pubblica. La spesa pubblica in dispositivi medici e servizi ammonta a 10 miliardi di euro e rappresenta il 7,3% della spesa sanitaria pubblica.
In Italia la spesa pubblica pro capite in dispositivi medici è in media di 137 euro circa. Si registra una vasta eterogeneità tra regioni, tale per cui la regione con la spesa pro capite maggiore è caratterizzata da una spesa più che raddoppiata rispetto alla regione con la spesa pro capite minore.
Nel 2024 il commercio internazionale dei dispositivi medici italiani evidenzia una dinamica positiva, con esportazioni in crescita del 4,5% e importazioni del 2,5%. Il deficit della bilancia commerciale si riduce a 2,7 miliardi di euro. Gli Stati Uniti si confermano il principale mercato di destinazione dell’export italiano mentre la Cina rafforza il proprio ruolo tra i principali mercati di origine delle importazioni.
Il settore dei dispositivi medici è caratterizzato da un’occupazione altamente qualificata. Superiore alla media generale del Paese il numero di occupati donne, gli addetti alla ricerca e gli occupati in possesso di dottorato di ricerca. Forte la concentrazione degli occupati in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.