4 Agosto 2020

I dispositivi medici per le disabilità motorie rientrano nella categoria “ausili” secondo la classificazione ISO ripresa dal Nomenclatore tariffario dell’assistenza protesica. Gli ausili rappresentano una varietà di prodotti molto amplia in cui troviamo dispositivi medici dai più semplici come i bastoni canadesi, ai più sofisticati come gli esoscheletri. Fanno parte della categoria le carrozzine manuali, quelle elettriche dotate di dispositivi per la comunicazione di chi le utilizza, le protesi d’arto esterne come quelle che vediamo indossare dagli atleti paralimpici.

È insomma un mondo di innovazioni tecnologiche che permettono di avere una vita pressoché normale a persone che fino a pochi anni fa avevano una prospettiva di quasi totale non autosufficienza.

Innovazioni che in modo continuo vengono introdotte sul mercato dalle aziende biomedicali. L’obiettivo è rispondere a nuovi bisogni, e migliorare l’usabilità dei dispositivi e la loro prestazione. E molte di queste tecnologie, grazie ad investimenti in ricerca clinica e industriale, con gli anni sono arrivati a tantissime persone grazie a processi di produzione che di fatto oggi, permettono di “cucire su misura” l’ausilio alle reali esigenze del paziente. Ma oggi a differenza di quanto previsto dal precedente decreto, il DM 332/99, nell’attuale Nomenclatore (DPCM del 12 gennaio 2017) diversi dispositivi destinati a bisogni complessi, e quindi innovativi per il paziente, sono stati trasferiti in elenchi di prodotti considerati di serie. Con il risultato di avere forniture non rispondenti alle necessità delle persone con disabilità, con conseguente allungamento dei tempi di erogazione, inefficienze e possibili contenziosi.

Inoltre, l’aggiornamento dei Lea non è ancora pienamente appli­cabile a causa della mancanza del decreto tariffe relativo alle prestazioni dell’elenco 1. Quest’assenza sta portando i Servizi sanitari regionali a interpretare in maniera differenziata il Nomenclatore.

Ben noto è anche il tema delle tempistiche negli acquisti mediante gara. Se il dispositivo è considerato di serie è in uno di questi elenchi (2A e 2B) i tempi di espletamento della gara saranno lunghi e la disponibilità per il paziente che necessita di un ausilio complesso sarà ulteriormente ritardata per l’adattamento necessario a cura di un tecnico. Per questi dispositivi l’individuazione della soluzione più idonea, riconosciuta con apposita prescrizione, specifica per ogni singolo paziente e la sua stessa applicazione andrebbero effettuate da un professionista sanitario. Con l’obiettivo di garantire la massima personalizzazione e aderenza alle esigenze ed avere un adeguato training all’uso, obiettivi difficilmente raggiungibili con le procedure di gara.

Per questo con l’Associazione Ausili di Confindustria Dispositivi Medici abbiamo presentato alle istituzioni una richiesta di adeguamento del nomenclatore alle reali esigenze delle persone con disabilità e alle opportunità del mercato. Abbiamo infatti individuato i dispositivi per i bisogni complessi che potrebbero essere spostati dagli elenchi dei prodotti considerati di serie. E nel caso di ausili per cui questo spostamento non fosse possibile abbiamo evidenziato la necessità di tracciare un percorso prescrittivo individualizzato e un appropriato percorso valutativo volto a garantire un’efficace risposta alle singole esigenze delle persone con disabilità.

Il quadro operativo attuale è stato inoltre reso ancora più complesso dalla pandemia Covid-19, in un contesto frammentato e quanto mai disomogeneo di indicazioni regionali, e a volte locali, per un settore in cui le persone con disabilità hanno bisogno di effettuare prove e valutazioni fisiche dei dispositivi a loro dedicati. Per garantire che le forniture di ausili siano effettuate nelle stesse modalità e tempistiche prima dell’emergenza, con sicurezza per gli operatori e i pazienti, le nostre aziende hanno lavorato alle Linee guida per l’operato in sicurezza del personale nel settore ausili.  

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