#nopayback per la sanità del futuro

no payback per la sanità del futuroIl payback pone l’intero comparto dei dispositivi medici davanti a una crisi irreversibile. Le imprese non saranno in grado di garantire le forniture con un’inevitabile ripercussione sulla capacità del sistema di assicurare la tutela della salute dei pazienti. Un settore di eccellenza, costituito da microimprese, PMI e grandi gruppi multinazionali, è messo a rischio da una norma iniqua.

La crisi
delle imprese

  • PMI a rischio di sopravvivenza e conseguente fallimento

  • Chiusura delle filiali italiane e fuga verso mercati esteri 
  • Licenziamenti, blocco assunzioni e cassa integrazione

 

Le ripercussioni
per il SSN

  • Riduzione della qualità delle cure 
  • Riduzione della disponibilità di tecnologie avanzate  
  • Riduzione degli investimenti in formazione medico-scientifica 
 

Le conseguenze
per i pazienti

  • Mancato accesso alle più avanzate tecnologie per la salute  
  • Difficoltà di accesso alle cure e alla prevenzione 
  • Gravoso impatto negativo sulle persone più fragili
  • Cos’è il Payback
    dei Dispositivi
    Medici?

    È un meccanismo che impone a tutte le imprese fornitrici di dispositivi medici di contribuire al superamento dei tetti di spesa sugli acquisti sanitari delle Regioni effettuati tramite gare pubbliche.

  • Ma cos’è il tetto
    di spesa?

    In pratica, le Regioni ogni anno hanno a disposizione un budget per i dispositivi medici che non dovrebbe superare il 4,4% della spesa totale dedicata alla sanità.

    Una percentuale sottostimata rispetto ai fabbisogni di salute delle persone.

  • Il risultato è che in molte Regioni si verifica uno sforamento del tetto.
    Il payback prevede che siano le aziende di dispositivi medici a ripagare la metà della spesa eccedente, in maniera retroattiva e su acquisti effettuati con prezzi già a ribasso.

Salta al contenuto