Parco installato

Lo stato di obsolescenza delle apparecchiature diagnostiche per immagini nelle strutture sanitarie italiane, sia pubbliche che private, è uno degli indicatori analizzati da Confindustria Dispositivi Medici nei suoi Osservatori

A fotografare lo stato di vetustà del parco tecnologie di diagnostica per immagini in uso presso le strutture sanitarie italiane pubbliche e private sono i dati presentati dall’Osservatorio parco installato (Opi) di Confindustria Dispositivi Medici relativi a fine 2019.

Sono 18.000 le apparecchiature di diagnostica per immagini obsolete, come risonanze magnetiche, PET, TAC, angiografi e mammografi. Il 71% dei mammografi convenzionali ha superato i 10 anni di età, il 69% delle PET ha più di 5 anni e il 54% delle risonanze magnetiche chiuse 1,0 T hanno ancora oltre 10 anni. Un segnale positivo si intravede tra gli ecografi portatili che nell’82% dei casi sono stati acquistati meno di 5 anni fa, così come il 78% dei sistemi digitali per la chirurgia ad arco e l’81% dei radiografi mobili digitali.

L’ultima indagine si concentra sulle tecnologie diagnostiche per immagini e, in particolare, sulle apparecchiature mammografiche, le apparecchiature di risonanza magnetica nucleare (RMN), le PET e quelle di tomografia assiale computerizzata (TC), documentandone l’età media e stabilendone il periodo di adeguatezza.

Per ogni tipologia tecnologica sono stati specificati: l’età del parco installato, la classificazione per fasce d’età, oltre ad approfondimenti sul grado di adeguatezza e alle caratteristiche del parco installato. La pubblicazione nella sua interezza è accessibile solo dalle imprese associate sul portale riservato MyCDM nella sezione Osservatori.

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Obsolescenza del parco installato

Nel corso degli anni, il parco istallato ha certamente risentito di una serie di fattori come:

  • la limitatezza degli investimenti e dei finanziamenti dedicati alla sanità;
  • l’assenza di innovazione nell’ambito delle generali politiche pubbliche di acquisto;
  • il permanere di livelli e logiche di rimborso delle prestazioni, sia ospedaliere sia specialistiche, non incentivanti l’ammodernamento tecnologico.

Questi fattori hanno contribuito al permanere di un quadro di significativa vetustà nel nostro Paese.

Età media del parco istallato

Il parco tecnologico italiano è in una situazione che non permette di offrire, da parte del già provato sistema sanitario, servizi di diagnostica e prevenzione troppo adeguati ai cittadini. I dati restituiscono infatti una fotografia ancora preoccupante: con un’età media dei mammografi di tipo convenzionale pari a 13,4 anni e il 54% delle apparecchiature di risonanza magnetica chiuse di 1,0T che supera i 10 anni di età, a fronte di un periodo di adeguatezza di 5 anni.

Dati in forte contrasto con quanto emerso dall’indagine Tech4Life secondo cui per l’84% della popolazione italiana rinnovare i macchinari e le tecnologie degli ospedali è di primaria importanza. Accrescerne l’attendibilità e la sicurezza è particolarmente necessario, poi, in un periodo in cui il 37% degli italiani ha rinviato del tutto o in parte esami, visite e cure mediche per la paura del contagio o per il sovraffollamento delle strutture impegnate nella lotta al Coronavirus.

Adeguatezza tecnologica

Adeguatezza tecnologica parco installatoGrande rilevanza in quest’analisi riveste il concetto di “adeguatezza tecnologica”, in quanto inevitabilmente legato al fattore tempo, sia in termini di anzianità che di innovazione tecnologica.

Inoltre, una eccessiva vetustà del parco installato, potrebbe creare potenziali condizioni di inappropriatezza e antieconomicità in relazione, ad esempio, all’aumento dell’incidenza dei guasti, o all’aumento dei costi di esercizio, ed altro ancora.

Tecnologie all’avanguardia consentirebbero non solo una migliore capacità diagnostica, ma anche una maggiore velocità di refertazione, che potrebbe rivelarsi fondamentale una volta che i cittadini saranno meno impauriti e riprenderanno a fare prevenzione e a curarsi senza timore di contagiarsi.

Differenze territoriali

A partire dalla localizzazione geografica delle apparecchiature rilevate dall’indagine abbiamo evidenziato nell’infografica al lato la ripartizione di alcune delle apparecchiature del parco installato, per aggregazioni in macroaree geografiche. In particolare, nel Nord troviamo: Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna; nel Centro: Toscana, Umbria, Marche, Lazio; nel Sud e isole: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna.

Scarica l'infografica completa sui dati OPI 2019

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