11 Settembre 2024
Primary Site è il progetto di Confindustria Dispositivi Medici per promuovere l’innovazione nel settore dei dispositivi medici e lo sviluppo di PMI e start-up. L’ambizione è dare vita a un modello di integrazione e di cooperazione tra industria e ricerca clinica capace di rendere accessibile l’innovazione per la salute in tempi rapidi, valorizzando il concetto di Open Innovation.
Le dieci aziende selezionate per la prima edizione stanno affrontando un percorso di confronto con diversi partner al fine di realizzare un ecosistema a supporto dell’innovazione che nasca dalla sinergia di competenze ed esperienze. Tra questi vi è Bio4Dreams, Business Nursery dedicata al supporto per lo sviluppo di nuove imprese e progetti nell’ambito delle scienze della vita, una realtà incentrata su tre pilastri: accelerazione, incubazione e investimento.
Il team di Bio4Dreams è intervenuto nella fase di selezione delle aziende e sta svolgendo un assesment scientifico e finanziario dedicato. Si sta confrontando con le imprese per comprendere dettagliatamente le esigenze regolatorie del progetto e quale sia l’obiettivo pensato per il prodotto, al fine di impostare al meglio un piano di sviluppo. Il supporto contempla temi scientifici e di sviluppo imprenditoriale per trasferire l’innovazione creando valore sul mercato. Abbiamo incontrato Fabio Bianco, Chief Scientific Officer, per approfondire sul loro contributo all’interno del progetto.
Qual è il contributo di Bio4Dreams all’interno del progetto Primary Site?
Il contributo principale è quello di supportare la pianificazione dei progetti delle aziende selezionate, che ha alcune fasi legate agli aspetti regolatori necessari per lo sviluppo del dispositivo medico e altre più orientate allo sviluppo d’impresa, connesse al piano industriale per portarlo a valore. Sostanzialmente, strutturiamo insieme un business plan finalizzato a trovare i supporti economici necessari per sostenere il progetto stesso. L’assesment ha natura scientifica e finanziaria poiché questa fase di valutazione del progetto è fondamentale, soprattutto nel caso delle start-up. È necessario ottimizzarla al meglio e valorizzare il prodotto attraverso il target product profile, anche pensando alla preparazione dei dossier regolatori e all’appetibilità sul mercato del progetto stesso. Oltre alla qualità scientifica, infatti, è essenziale considerare la reale valenza di mercato. Fondamentalmente, analizziamo se il progetto può stare in piedi e come strutturarlo.
Ritiene che le attività che avete svolto nell’ambito del programma Primary Site siano in linea con i punti di forza dell’Open Innovation?
Assolutamente sì, se per Open Innovation si intende l’attività volta a conferire visibilità e valore ai progetti più promettenti. In Italia c’è un grande problema: la maggior parte dei dispositivi medici vengono sviluppati in ambienti di ricerca, di innovazione pura, che spesso non hanno a disposizione le competenze per traslare il progetto in una fase applicativa. Il nostro impegno consiste proprio nel creare un’infrastruttura, un meccanismo per cui poi il progetto possa essere presentato nei contesti di Open Innovation, di trasferimento tecnologico e di fronte all’industria, in maniera appropriata. Nel nostro Paese abbiamo eccellenze nella ricerca legata al settore dei dispositivi medici riconosciute in ambito internazionale, crediamo molto nel programma Primary Site perché coniuga competenze differenti per fornire supporto operativo e portare a valore i progetti di innovazione italiani che potrebbero avere altrimenti difficoltà a posizionarsi.
Perché l’Open Innovation è fondamentale nel settore dei dispositivi medici?
Produrre innovazione oggi è un tema complesso e trasversale: ci sono diversi mondi che convergono nella sua realizzazione e il più delle volte nasce in contesti “frizzanti” ma inevitabilmente più destrutturati, come gli ambienti accademici. Affinché i progetti siano introdotti all’interno dei processi industriali è necessario un percorso di maturazione. L’impegno degli stakeholders dell’Open Innovation si concentra soprattutto in questa fase intermedia, per supportare i progetti nel processo di sviluppo.
Fabio Bianco
Chief Scientific Officer Bio4Dreams