25 Ottobre 2020

La pandemia che stiamo vivendo ci ha reso sempre più consapevoli dell’importanza di un rapporto di collaborazione fra l’industria delle tecnologie per la salute, i clinici e più in generale i soggetti attivi nella ricerca clinica e scientifica. L’ecosistema da cui nascono i dispositivi medici ha al centro questo rapporto e con esso le difficoltà che comporta nell’essere definito da regole chiare e trasparenti sia per le imprese che per la pubblica amministrazione. La legislazione dovrebbe infatti creare attraverso delle regole mirate, condizioni specifiche per un settore altamente tecnologico che ha già diversi ostacoli da superare per rendere accessibile a tutti l’innovazione a cui lavora, come un ciclo di vita breve dei prodotti, un quadro regolatorio stringente e investimenti ad alto rischio. 

In Confindustria Dispositivi Medici abbiamo anticipato l’iter legislativo con il Codice Etico che le nostre imprese hanno scelto di adottare come codice di autoregolazione. Fra i punti fondamentali c’è la sponsorizzazione indiretta di tutti gli eventi di formazione per gli operatori sanitari e la full trasparency nella pubblicazione dei contributi delle aziende. Azioni concrete che precorrono la strada che sta aprendo il Sunshine Act. E oggi, come associazione imprenditoriale, facciamo un ulteriore passo in avanti con il lavoro sulle “Linee Guida in tema di conflitto di interessi”. Uno nuovo strumento associativo che abbiamo presentato durante il webinar “Il rischio di corruzione in sanità: uno strumento di prevenzione” a cui sono intervenuti Maurizio Grigo, già Giudice dell’inchiesta Mani Pulite e gli avvocati Manuel Sarno e Giorgio Calesella insieme al nostro presidente Massimiliano Boggetti e al Direttore Affari legali e compliance, Laura Ressa.

L’obiettivo è cercare di riconoscere le situazioni di conflitto di interesse, anche potenziali, e aiutare le nostre imprese nella gestione del rapporto con il mondo della sanità e dei suoi operatori, così che il contributo dei privati al progresso medico scientifico possa essere valorizzato tanto per l’importanza del loro apporto per la salute pubblica quanto per lo sviluppo del contesto economico di riferimento. Per questo devono essere correttamente gestite tutte quelle situazioni che potenzialmente potrebbero minare la fiducia nei confronti dell’operato delle aziende con particolare riferimento ai loro rapporti con gli operatori sanitari e gli enti, anche se potrebbero non sfociare in fenomeni corruttivi. Ed è ancora più difficile se si considera che le situazioni di conflitto non possono essere tipizzate, ma vanno valutate di volta in volta attraverso un processo interno di analisi dei conflitti. Per accendere un faro sui diversi contesti, nelle linee guida abbiamo lavorato ad una prima mappatura delle analisi dei rischi e delle best practice da adottare per quanto riguarda gare e appalti, consulenze e incarichi, studi clinici e società scientifiche, royalty, terze parti e agenti e distributori.

Laura Ressa

Direttore Affari Legali e Compliance Confindustria Dispositivi Medici

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