3 Marzo 2021

Il 3 marzo è la Giornata Mondiale dell’udito, il World Hearing Day, voluta fortemente dall’OMS-Organizzazione mondiale della sanità.Per l’occasione Udito Italia Onlus è promotore di una due giorni dedicata in cui si lavora al Manifesto per l’Udito, un documento elaborato da per stimolare la collaborazione tra istituzioni, medici, professionisti sanitari, formazioni sociali, imprese, famiglie e cittadini, che dovranno unirsi nella “Nuova Alleanza per l’Udito”.

5 gli obiettivi del Manifesto che corrispondono ai pilastri dell’azione strategica già proposta al Ministero della Salute, volta a combattere in modo deciso la perdita uditiva, puntando su sensibilizzazione e prevenzione. Vengono discussi all’interno dei tavoli di lavoro e ufficializzati in occasione della vera e propria celebrazione del World Hearing Day che quest’anno ha come tema “Per un udito protetto per tutti”.

Con l’occasione viene lanciato il World Hearing Report, messo a punto dal World Hearing Forum, organismo voluto dall’Oms proprio per alzare l’attenzione sul preoccupante aumento dei disturbi uditivi nel mondo. Secondo il report si stima che il 6,1 % della popolazione mondiale soffra di ipoacusia e che aumenti molto nei prossimi anni; 34 milioni di bambini sono colpiti da forme di ipoacusia, il 60% delle quali potrebbero essere prevenute; più di 1 miliardo di giovani tra i 12 e i 35 anni corrono il rischio di danneggiare il proprio udito a causa di un’esposizione scorretta al rumore mentre per gli ultrasessantacinquenni, si stima che un terzo abbia problemi di udito.

Numeri importanti anche per il nostro Paese dove sono circa 7 milioni gli italiani con ipoacusia, che diventeranno 10-11 milioni nel 2050. Oggi vi è una differenziazione tra le classi di età e un aumento significativo con l’invecchiamento, siamo a 10% nell’età tra 13 e 45 anni, 25% dai 60 agli 80 anni, fino al 50% tra gli over 80.

Le imprese produttrici e distributrici di protesi acustiche sono molto orgogliose di partecipare insieme ad altre importanti istituzioni a “Una nuova alleanza per l’udito” per promuovere, insieme a tutti gli attori che ruotano intorno al mondo dell’ipoacusia, azioni concrete che riconoscano ipoacusia e sordità quali bisogni sanitari al pari di altre cronicità.

Anifa, l’associazione di Confindustria Dispositivi Medici che rappresenta le imprese di protesi acustiche, è impegnata da sempre per ridurre le conseguenze derivate dall’ipoacusia. Le nostre imprese portano avanti un investimento costante in ricerca e sviluppo, che negli ultimi anni è aumentato del 74%, per apparecchi sempre meno invasivi e maggiormente personalizzati, capaci di colmare il gap uditivo in maniera sempre più naturale.

È però importante che queste innovazioni arrivino a tutti coloro che ne hanno bisogno, ampliando l’accesso alla tecnologia acustica attraverso l’erogazione di servizi forniti da professionisti sanitari qualificati e dispositivi appropriati in base alle esigenze dei cittadini con problemi di udito, come cita il manifesto che abbiamo sottoscritto. Anifa ha infatti chiesto da tempo al Ministero della Salute di aggiornare il nomenclatore contenuto nei nuovi Lea (DPCM 12 gennaio 2017), che prevede un’acquisizione dei dispositivi acustici da parte del Servizio sanitario nazionale tramite gara, procedura idonea per dispositivi seriali, ma non per apparecchi la cui personalizzazione è fondamentale per i pazienti con ipoacusia.

Nel Manifesto condividiamo in pieno la richiesta di potenziare i programmi di screening per identificare precocemente le patologie dell’orecchio, l’ipoacusia e la sordità, con attenzione a tutte le fasce d’età. L’emergenza Covid-19 ha aumentato le problematiche per gli ipoacusici. Per questo come Anifa abbiamo lanciato a gennaio scorso la campagna #AscoltaLaVita. La pandemia ha portato a una drastica riduzione delle visite di prevenzione da parte dei cittadini, che hanno molto spesso rinunciato ad andare a verificare le proprie condizioni di salute dell’orecchio e a dotarsi di un dispositivo che potesse aiutarli a superare i problemi di udito. Questo atteggiamento ha generato spesso problemi depressivi, allontanamento da affetti e familiari e il perdurare di questa situazione sta provocando un aggravarsi di molte patologie e l’insorgenza di sindromi psicologiche correlate.

I 5 punti del Manifesto “Una nuova alleanza per l’udito”

1) Aumento della consapevolezza da parte dei decisori politici e dell’opinione pubblica riguardo l’elevata incidenza dei problemi uditivi ed il loro impatto sociale ed economico sull’intera società affinché ipoacusia e sordità entrino a pieno titolo nell’agenda sanitaria nazionale.

2) Ampliamento dell’accesso alla tecnologia acustica attraverso l’erogazione di servizi forniti da professionisti sanitari qualificati e dispositivi appropriati in base alle esigenze dei cittadini con problemi di udito.

3) Potenziamento dei programmi di screening per identificare precocemente le patologie dell’orecchio e l’ipoacusia e la sordità, con attenzione a tutte le fasce d’età.

4) Incremento delle azioni di prevenzione sui danni all’udito provocati dal rumore con l’adozione di adeguati provvedimenti per rendere sicura l’esposizione al rumore.

5) Miglioramento della raccolta dei dati sulle patologie dell’orecchio e su ipoacusia e sordità per guidare i decisori attraverso evidenze scientifiche.

Sandro Lombardi

Presidente Anifa Confindustria Dispositivi Medici

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